Gli artefici dello scenario raccontano l'esperienza della loro sfida
Madrid, 4 agosto 2011.- Nell'arco della loro vita professionale alcune persone si incontrano con sfide che, sebbene inizino come un semplice progetto, possono finire per essere un'esperienza indimenticabile e arricchente a livello personale. Questo è il caso di Eduardo Delgado e Miriam García. Entrambi architetti a cui è stato affidatato il compito di disegnare il contesto nel quale si svolgerà la Vía Crucis che avrá luogo nel Viale de Recoletos di Madrid il prossimo 19 agosto in ambito della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG).

Eduardo dirige lo studio di architettura Reset, specializzato in disegno e costruzione , mentre Miriam è dipendente di Land Lamb, che si occupa di trattamento del paesaggio e dell'ambiente. Gli studi son complementari e aderiscono a un gruppo di sei giovani collaboratori. “E' stata un'esperienza molto buona e che ci ha sorpresi dall'inizio, quando dovevamo presentare il progetto ai nostri aiutanti”, commentano. Di fatto spiegano che, indipendentemente dalle diverse fedi di ognuno dei partecipanti, ha richiamato l'attenzione “la disponibilità, l'entusiasmo e il desiderio per condividere questa esperienza”.
Con soddisfazione e dopo due mesi a pieno rendimento, Eduardo e Miriam confessano che, inizialmente, “era una sfida creare la Vía Crucis che la Spagna voleva offrire al Papa, però dall'inizio lo abbiamo ricevuto come un regalo molto speciale… quasi come un dono”. E non è stato un compito facile, poichè in questa GMG questo evento centrale avrà delle caratteristiche che lo renderanno differente, unico e nuovo con rispetto parlando verso le altre edizioni.
Così, ognuna delle quattordici stazioni, trasportata su carri tipici della tradizione spagnola, evocherà una scena della Passione di Cristo e sará preceduta da un'immagine della Settimana Santa. I carri più antiche sono del XVII secolo, e provengono da dodici città spagnole. Hanno una valore storico, artistico e devozionale incalcolabile, ragione per cui gli archittetti hanno dovuto tener in considerazione fino al minimo dettaglio per armonizzare “la tradizione culturale con il linguaggio contemporaneo”, cosí pure con le peculiarità di ogni regione. Questo lavoro non è stato semplice tuttavia, commenta Miriam che “ci sentiamo tranquilli, dato che il progetto è pensato per sparire, per essere solo lo sfondo. Il protagonismo e l'identità della Via Crucis sta nelle scene rappresentate”.
Un gruppo di giovani porterà la Croce dei Pellegrini, simbolo della GMG, lungo tutto il percorso de Recoletos, fermandosi in ogni stazione per recitare una breve preghiera davanti alle immagini e rivivere così la passione di Gesù.
Per rispettare la tradizione di questa rappresentazione, Eduardo e Miriam hanno ideato quindici strutture perchè ogni carro rimanga raccolto e protetto dal sole, dal calore e dalla pioggia, nel caso si verifichi. Si tratta di una struttura molto semplice, per esaltare il valore di ogni opera. Inoltre, giocando con i colori rappresentativi della GMG (il rosso e il bianco) e con i caratteri, gli architetti hanno preso dei testi religiosi e li hanno codificati perchè appaiano dietro ogni immagine a mò di preghiera, “è come un Vangelo su Facebook, dobbiamo esser capaci di trasmettere un messaggio vecchio però radicale e nuovo allo stesso tempo: il Vangelo”.
In definitiva, con il loro contributo alla GMG hanno voluto manifestare una serie di valori che rappresentano tutti quelli che “sono o si sentono giovani” che si riuniranno a Madrid. Per esempio, la generosità con la quale hanno preparato il progetto, questo “regalo di andata e ritorno”, è stata una costante in questi mesi di lavoro in cui hanno dato il meglio di se stessi, allo stesso modo di “quel giovane che quando incontra una causa che valga la pena si da pienamente a essa”.
Assicurano anche che il loro lavoro è il risultato del valore dell'ascolto. “Nell'ambito di una società sempre più varia , abbiamo avuto a che fare con molte persone diverse per creare anche nel nostro lavoro questa pluralità di vedute, e questo è arricchente. É stata un'esperienza così grande che solo col tempo potremo assimilare”.
Con lo sguardo posto all'imminente arrivo di Benedetto XVI in Spagna, Eduardo e Miriam, in ugual modo al resto dei professionisti e volontari che stanno dando il loro contributo, hanno riposto grandi speranze in questo incontro. “L' ambizione più grande che speriamo è che le più piccole e grandi conversioni possano trovar posto al calore di questa GMG, solo noi siamo uno strumento perchè ciò sia possible, perchè questo messaggio arrivi a tutti i giovani del mondo”. Cosí, Eduardo, prendendo come esempio una frase dello scrittor Paul Valèry nella sua opera Eupalino o l'architetto, confessa che, con un'esprienza come questa spera di poter arrivare ad affermare un giorno che “così costruendo, finì costruendo me stesso”.

